lavorerai con stagisti pagati 600 euro e con manager non preparati
Pros
il grande nome internazionale che fa gola ma che paga poco e la crescita non e' una salita e' un tunnel. Team completamente cambiati, persone scappate dai top director agli stagisti a 600 euro
Cons
Un’azienda con una mentalità ancora fortemente ancorata agli anni ’90, che oggi prova a posizionarsi sul tema dell’intelligenza artificiale, ma continua a esternalizzare gran parte delle attività a società interne. Il risultato è un percorso professionale stagnante: si possono accumulare anni di esperienza, ma spesso si ha la sensazione di rivivere continuamente il primo anno, senza reale crescita. La struttura è fortemente sbilanciata: da un lato, un numero elevato di stagisti — spesso con laurea triennale, master e già 1-2 anni di esperienza — retribuiti meno di 1.000 euro al mese a Milano e inseriti in contesti ad alta pressione, lavorando a stretto contatto con figure ancora junior. Dall’altro, pochi manager, presenti da molti anni in azienda, con percorsi poco dinamici e competenze non sempre allineate alle esigenze attuali del mercato. Il principio dominante resta “si è sempre fatto così”, che limita l’innovazione e ostacola lo sviluppo delle persone. Nonostante il nome importante e la reputazione costruita nel tempo, a livello globale l’azienda fatica a tenere il passo.